«Mi piacerebbe diventare bibliotecario e lavorare in una biblioteca»: così con entusiasmo i ragazzi protagonisti del Centro di documentazione “C’eral’acca: sportello informativo disabili” presso la Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Perugia. Otto ragazzi diversamente abili hanno intrapreso nel 2015 un percorso formativo durato quasi un anno accademico (2015-2016) all’interno di una struttura bibliotecaria universitaria. Seguiti da tutor specializzati e istruiti dai bibliotecari, hanno seguito tutte le fasi del lavoro in biblioteca, in particolare l’iter del libro: dall’acquisto allo scaffale.
Ora libri e riviste sono etichettati secondo il soggetto e riposti in bell’ordine sugli scaffali del Centro. Il materiale librario è tutt’oggi fruibile e può essere consultato da tutti gli utenti della Biblioteca Umanistica.
Grande dunque l’entusiasmo dei ragazzi che in più di un caso hanno manifestato espressamente il loro orgoglio  e la loro felicità per avere avuto la possibilità di partecipare al progetto, che hanno vissuto come una significativa esperienza di qualificazione e lavoro. Grande è stata inoltre la soddisfazione dei genitori e dell’Associazione Italiana Persone Down per l’iniziativa.
Ma come nasce questa iniziativa? Chi scrive è attualmente la Responsabile della Biblioteca Umanistica del Centro Servizi Bibliotecari dell’Università perugina, che ha vissuto e seguito passo dopo passo l’iniziativa come formatore attivo sia dei tutor che dei ragazzi.
Il Centro di documentazione è un progetto sviluppato a seguito di uno specifico accordo tra l’Ateneo di Perugia e l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) firmato il 30 luglio 2015 e realizzato con il sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e ha come oggetto e finalità della collaborazione quello di «è…] implementare l’attività di studio, ricerca e partecipata sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione, promuovendo al contempo iniziative di sensibilizzazione rivolte all’intera popolazione, realizzate con le associazioni, i servizi pubblici e privati e le istituzioni operanti nel territorio».
Il Centro, aperto ufficialmente il 16 novembre 2015, ha funzionato regolarmente con aperture mattutine e pomeridiane alternate fino a giugno 2016. Vi hanno lavorato accompagnati da tutor specializzati otto ragazzi con disabilità in qualità di documentalisti/bibliotecari. Tutte le informazioni sul Centro sono state inserite nella home page del Centro Servizi Bibliotecari (breve descrizione, orari, indirizzi, contatti, etc. http://www.csb.unipg.it/servizi/servizi-bibliotecari#Speciali).

Logo di C'eral'acca
1 Centro di documentazione C’eral’acca: Sportello Informativo Disabili

 

Inizialmente  sono stati effettuati  incontri di formazione per illustrare i punti del cosiddetto iter del libro e delle riviste dalla fase dell’acquisto fino alla messa a disposizione del materiale bibliografico sullo scaffale.
Ecco dunque i punti trattati e le varie fasi dell’esperienza.

  1. È stato individuato insieme ai tutor il materiale bibliografico da acquisire su argomenti inerenti il tema del progetto e successivamente sono stati inviati elenchi alle librerie e ai fornitori; una volta arrivato il materiale si è proceduto alla gestione e al trattamento delle fatture e in generale sono stati affrontati alcuni aspetti delle procedure amministrativo/contabili.
  2. Si è pensato in questa fase di non utilizzare Aleph, il software di catalogazione in uso presso il Centro Servizi Bibliotecari,  ma di predisporre un database semplificato, un file excel con le voci obbligatorie ed essenziali della catalogazione; cioè:  autore, titolo, casa editrice, città di pubblicazione, anno di pubblicazione, eventuale appartenenza del libro ad una specifica collana, numero di ISBN. I catalogatori, libro alla mano, hanno appreso in quali punti del libro occorre cercare queste informazioni. Stesso procedimento per le riviste con l’individuazione di titolo, anno, volume,  fascicolo e  nr. ISSN.
  3. Per la soggettazione si è adottato un metodo non troppo complesso ma che rispondesse alle loro esigenze e individuasse facilmente l’argomento. I soggetti e le sigle delle collocazioni dei libri e riviste sono stati scelti dai tutor e dai docenti di riferimento. I ragazzi per rendere più semplice e intuitiva la ricerca e la ricollocazione del materiale librario sullo scaffale hanno deciso di scegliere un colore diverso per ogni collocazione a soggetto, assegnando tale colore all’etichetta.
  4. Lavorazione del libro. Dopo la soggettazione del libro si è passati alla creazione dell’etichetta. Il personale ha fornito ai partecipanti al progetto lo schema, riadattato, usato dalla Biblioteca Umanistica: le etichette sono state attaccare sul dorso del libro e al volume sono stati infine applicati la banda magnetica antitaccheggio e il timbro del Centro.
  5. Prestito a domicilio. È ovviamente previsto che il materiale bibliografico acquisito e catalogato sia disponibile anche per il prestito a domicilio. I ragazzi sono andati in tipografia e si sono fatti stampare una scheda di prestito composta da due parti, da compilare a cura dell’utente: una parte della scheda da porre a scaffale al posto del libro e l’altra destinata a essere archiviata dai ragazzi in uno schedario dedicato.
  6. Visualizzazione e consultazione del materiale bibliografico. Per rendere visibile e dunque consultabile da parte degli utenti il materiale catalogato e sistemato dai ragazzi sugli scaffali e si è pensato di mettere online i file excel rendendoli accessibili attraverso la pagina dedicata al Centro nell’home page del Centro Servizi Bibliotecari dell’Università degli Studi di Perugia.

Gli obiettivi futuri sono quelli di continuare con questo progetto, stilare un Regolamento del Centro di documentazione e attivare altri servizi. Fra questi potrebbe esserci il prestito interbibliotecario e la fornitura di documenti in copia, coinvolgendo il personale della Biblioteca Umanistica; potrebbero essere stabiliti contatti, oltre che con le scuole e con il sistema dell’istruzione del territorio, con le strutture del Sistema Bibliotecario Comunale che possiedono materiale bibliografico di argomento affine a quello di interesse del Centro per creare una rete di informazioni e  di accesso a risorse esterne.

Ragazzi impeganti nel progetto C'eral'acca
2 Uno scatto tratto dall’esperienza di C’eral’acca

 

È importante sottolineare alcuni aspetti che danno il senso dell’iniziativa e una misura del suo successo.
Da subito i ragazzi si sono dimostrati molto autonomi, hanno sempre collaborato attivamente nell’organizzazione della creazione del Centro facendo grandi progressi nella predisposizione del materiale librario al pubblico e nella gestione del fondo stesso. Hanno anche acquisito un’appropriata capacità di espressione verbale nel campo della biblioteconomia e sviluppato più fluide relazioni con il personale della biblioteca. Essenziale per il successo dell’iniziativa, grazie anche al quotidiano e paziente lavoro delle tutor, sono stati l’affiatamento, il clima sereno, e la consapevolezza che il risultato poteva essere raggiunto solo con un buon lavoro di squadra. [doro]
Concludendo. Recependo lo spirito del manifesto Unesco per le biblioteche pubbliche (IFLA 1994 e AIB vedi “Per una biblioteca accessibile” in http://www.aib.it/aib/commiss/cnbp/access.htm) l’Università degli Studi di Perugia con questa esperienza ha inteso favorire e garantire l’integrazione delle persone disabili attraverso il loro coinvolgimento nelle attività e nei servizi.
Basta cercare nel web e si troveranno molti esempi di enti di cultura, biblioteche pubbliche comunali, centri di documentazione e scuole fino al grado superiore che cercano di assicurare la massima accessibilità ai servizi per persone diversamente abili. In genere si tratta di esperienze che mettono a frutto le buone pratiche, la formazione e le esperienze maturate in ambito educativo dalle famiglie, dagli insegnanti, dagli educatori, dagli operatori sociosanitari e dalle cooperative e volontari.
Esistono certo progetti di inclusione, molti p.es. nel settore del restauro, ma la novità e la forza del progetto perugino nel campo delle biblioteche è stata quella di affidare ai ragazzi stessi il compito di creare dal nulla un centro di documentazione: ed essi gli hanno dato anima, facendolo vivere a beneficio di tutta la comunità.  Per tutto ciò C’eral’acca costituisce un’esperienza unica nel panorama italiano e straordinaria nel suo genere, che per di più vede per la prima volta coinvolta un’istituzione di alta istruzione.  L’Università degli Studi di Perugia  ha saputo coniugare la logica del lavoro con quello dell’accoglienza e dell’integrazione, promuovendo una cultura dell’inclusione e diffondendo l’attenzione per la diversità, facendone una risorsa e un momento di crescita  per tutti.
Proprio per questi risultati raggiunti speriamo che il progetto possa continuare e soprattutto che il nostro esempio venga seguito da altre istituzioni.

La sintesi qui riportata è stata presentata durante l’incontro per la presentazione dei risultati  “Docucentriamoci” il 21 giugno 2016. La locandina dell’evento con  alcune fotografie del Centro e dei ragazzi in http://www.csb.unipg.it/notizie/archivio-notizie/676-docucentriamoci-l-avventura-nel-centro-di-documentazione-c-eral-acca

A conclusione di questo breve intervento non si può non ricordare e ringraziare tutti i soggetti coinvolti a cominciare naturalmente dal Magnifico Rettore, prof. Franco Moriconi, che ha fortemente voluto il progetto,  il prof. Andrea Capaccioni  Delegato del Rettore per i Servizi Bibliotecari, la prof.ssa Laura Arcangeli per i servizi agli studenti con disabilità e DSA e la dott.ssa Antonella Bianconi, già Direttore del Centro Servizi Bibliotecari. Per l’AIPD ricordo il presidente Ferdinando Valloni, la dott.ssa Gabriella Rocco, Project Manager e le dott.sse Benedetta Piandani e Laura Bellanti, tutor delle persone disabili destinatarie del progetto e i componenti della commissione paritetica con funzioni tecnico-operative formata dalle dott.sse Moira Sannipoli e Sara Scarabattieri per l’Università e per l’AIPD le dott.sse Valeria Negri e Chiara Sebastiano.
Sentiti ringraziamenti vanno infine rivolti a tutto il personale della Biblioteca coinvolto e agli operatori della Cooperativa CAeB in particolare ai referenti Roberta Innamorati, Giovanna Pietrini e Chiara Moretti: il successo dell’iniziativa deve molto anche alla sensibilità, gentilezza e disponibilità dimostrata da loro e da tutto il personale della Biblioteca. E soprattutto sono felice di poter esprimere anche a nome loro il nostro grazie alle tutor e soprattutto a tutti i ragazzi (Pamela Burzigotti, Sara Chiodini, Anna Paola Dell’Aquila, Alessandro Fanelli, Marilisa Grifani, Fabrizia Lopilato, Domenico Riccardi, Giorgio Volpi), senza i quali questo progetto non sarebbe stato possibile, e la nostra biblioteca oggi sarebbe molto meno ricca.

Sabrina Boldrini, laureata in Lettere classiche a Perugia e specializzata in Archeologia classica a Padova è dal 2001 bibliotecaria presso la Biblioteca Umanistica del Centro Servizi bibliotecari dell’Università degli Studi di Perugia e dal 2015 Responsabile della Struttura bibliotecaria di Lettere e Scienze della Formazione che comprende oltre alla Biblioteca Umanistica, la Biblioteca di Filosofia e la Biblioteca di Antropologia e Pedagogia.