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Dichiarazione etica.

Studi Umbri è una rivistaindipendente di cultura, ricerca e dibattito, locale e internazionale per l’Umbria, online Open Access e peer-reviewed.

Studi Umbri ispira il suo codice etico di pubblicazione al Code of Conduct and Best Practice Guidelines for Journal Editors (http://publicationethics.org/files/Code_of_conduct_for_journal_editors_Mar11.pdf) elaborato dal COPE – Committee on Publication Ethics (http://publicationethics.org/).

Studi Umbri prenderà tutte le misure necessarie contro eventuali frodi che si possano verificare nelle fasi di presentazione, revisione e pubblicazione degli articoli proposti. Si invitano autori, redattori e referee a prendere visione e condividere i seguenti requisiti etici.

Studi Umbri pubblicherà correzioni, chiarimenti, ritrattazioni e scuse qualora fosse necessario.

 

Doveri dei Redattori.

Il Direttore, il comitato editoriale sono i responsabili ultimi della scelta degli articoli da pubblicare tra quelli proposti alla rivista e sono vincolati ai requisiti delle leggi vigenti in materia di diffamazione, violazione del copyright e plagio. Essi operano nel pieno interesse della rivista e si potranno consultare con i membri del comitato scientifico al fine di giungere a una decisione meditata.

Le decisioni sulla pubblicazione degli articoli sono prese dal Direttore e dal comitato editoriale, con la consulenza del comitato scientifico, esclusivamente in base al loro stesso contenuto – tenuto conto del parere dei referee – senza discriminazioni di razza, genere, orientamento sessuale, religione, origine etnica, cittadinanza, orientamento politico degli autori.

Il Direttore, i membri delcomitato editoriale, del comitato scientifico e della redazione si impegnano a non rivelare informazioni sugli articoli proposti ad altre persone oltre all’autore, ai referee, ad altri eventuali collaboratori e all’editore. Si impegnano inoltre a non usare in ricerche proprie, senza consenso scritto dell’autore, i contenuti di un articolo proposto per la pubblicazione.

 

Doveri dei referee.

I referee attraverso la peer-review aiutano il Direttore, il comitato editoriale e il comitato scientifico ad assumeredecisioni sugli articoli proposti e, con comunicazioni mediate dalla redazione, possono suggerire all’autore modifiche che migliorino il lavoro proposto. Ogni referee scelto che ritenga di non essere adeguato a giudicare un articolo proposto o di non potere svolgere tempestivamente la revisione deve notificarlo ai redattori e ritirarsi dal processo di revisione.

Ogni testo assegnato in lettura deve essere considerato riservato. Pertanto, tali testi non devono essere discussi con altre persone senza esplicita autorizzazione dei redattori. I referee eseguono la revisione in modo oggettivo, astenendosi da critiche personali nei confronti dell’autore e motivando adeguatamente i propri giudizi. Ogni affermazione dei referee in merito a mancate citazioni e/o altre puntuali osservazioni deve essere sostenuta da precise argomentazioni.

Ogni referee segnala ai redattori eventuali somiglianze o coincidenze del testo ricevuto in lettura con altre opere a lui note. Informazioni riservate o indicazioni ottenute durante il processo di peer-review devono essere considerate confidenziali e non possono essere usate per finalità personali.

 

Doveri degli autori.

Gli autori si impegnano a proporre ricerche originali e inedite, a presentare accuratamente il proprio lavoro e – quando necessario – a discuterne con il Direttore e/o i membri del comitato editoriale e del comitato scientifico. Forniscono la corretta indicazione di tutte le fonti bibliografiche e/o altre forme di apporto consultate e utilizzate per la stesura del loro lavoro. Affermazionifraudolente o consapevolmente inaccurate costituiscono sono inaccettabili.

Di norma, gli autori sono tenuti a non pubblicare in altra rivista o pubblicazione articoli che presentino la stessa ricerca. Eventuali eccezioni andranno concordate con il Direttore e il comitato editoriale.

Qualora un autore individui in un suo articolo un errore o un’inesattezza rilevante, è tenuto a informare la redazione della rivista e a fornire tutte le informazioni necessarie per effettuare le necessarie correzioni.

 

Open Access.

Studi Umbri provides immediate open access to its content on the principle that making research freely available to the public supports a greater global exchange of knowledge.This journal is published under a Creative Commons Attribution Licence 4.0 (CC-BY).This license allows anyone to download, reuse, re-print, modify, distribute and/or copy the final version of the papers. The works must be properly attributed to its author(s). It is not necessary to ask further permissions both to author(s) or journal board, although you are kindly requested to inform the Journal Board for every reuse of the papers. Authors who publish on this journal maintain the copyrights.Publisher copyright policies & self-archiving (by RoMEO/SHERPA).

 

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Studi Umbri does not ask for articles and submissions processing charges APC.

 

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Proponi un articolo.

  1. Ogni articolo proposto per la pubblicazione sulla rivista deve pervenire alla redazione composto secondo le istruzioni per la compilazione dei testi sotto indicate.
  2. I contributi devono essere inediti, non sottoposti contemporaneamente ad altra rivista ed il loro contenuto deve essere conforme alla legislazione vigente in materia di etica della ricerca.
  3. Il comitato editoriale esprime una prima valutazione sul contributo e, nel caso di lavori aventi la caratteristica di prodotti della ricerca, provvede ad inviare il lavoro, reso anonimo, a uno o due referees, scelti in base a criteri di “turnazione” ed in funzione della loro competenza nel tema trattato dall’articolo. Il superamento del referaggio sarà indicato in calce al contributo al momento della pubblicazione. Sarà cura della redazione garantire il più completo e reciproco anonimato dei referees e degli Autori dei singoli articoli.
  4. Le osservazioni dei referees saranno comunicate all’Autore dalla redazione, che provvederà inoltre ad inviare ad ogni referee le valutazioni espresse dagli altri sullo stesso articolo.
  5. Nel caso in cui i refereesgiudichino un articolo non degno di correzione già nella prima fase di revisione, l’articolo dovrà considerarsi definitivamente rifiutato ai fini della pubblicazione sulla rivista.
  6. I lavori non pubblicati possono essere restituiti su richiesta.
  7. L’attestazione che un articolo è in corso di pubblicazione sulla rivista viene emessa solo dopo la definitiva approvazione da parte dei referees.
  8. Articoli e notizie in genere, firmati o siglati, esprimono semplicemente l’opinione del loro Autore, che dunque ne assume per intero la responsabilità. L’Autore ha diritto ad un’unica correzione delle bozze, limitata alla semplice revisione tipografica. Le bozze di stampa corrette dovranno essere restituite alla redazione entro dieci giorni dalla data di spedizione. Trascorso tale termine, la redazione provvederà direttamente alla correzione delle stesse.
  9. Si accettano soltanto lavori inviati per posta elettronica, inviati all’indirizzo della redazione: studiumbri@gmail.com.

 

Norme redazionali per gli autori.

Norme di carattere generale.

  • Il contributo deve essere trasmesso su file in formato Word e contenere le seguenti indicazioni: nome (per esteso) / cognome / ruolo dell’autore / istituzione di appartenenza / indirizzo di posta elettronica / breve nota sull’autore (massimo 5 righe).
  • Il titolo del contributo (in neretto) non deve, se possibile, contenere sottotitoli.
  • I titoli dei paragrafi (in neretto) devono essere brevi, concisi e numerati progressivamente, evitando, se possibile, l’uso di sottoparagrafi.
  • È consigliabile evitare le composizioni in carattere neretto, sottolineato, minuscolo spaziato o integralmente in maiuscolo.
  • Il contributo può contenere eventuali note di commento a piè di pagina e una nota bibliografica in chiusura.
  • Formato testo: carattere Garamond 12; note in Garamond 10. Giustificato. Titolo dell’articolo: Garamond 14, grassetto, centrato. Nome dell’autore: Garamond 12, corsivo, centrato. Titoli dei paragrafi: Garamond 12, corsivo, giustificato.

Abstract: l’abstract (in lingua italiana e in lingua inglese) va collocato dopo il titolo dell’articolo e prima del testo. La lunghezza di ciascuna versione dell’abstract (in italiano e in inglese) deve essere compresa entro i 500 caratteri (spazi inclusi). L’abstract deve contenere il senso dell’intero lavoro e rispondere alle domande: perché il lavoro è stato fatto? come è stato fatto? a quali conclusioni ha condotto?

Key words:dopo l’abstract occorre indicare 5 parole chiave in entrambe le lingue (italiano e inglese).

Criteri redazionali per la citazione all’interno del testo.

Corsivo: nel testo va usato esclusivamente per: i titoli di libri (italiani o stranieri), articoli di giornali o riviste, opere d’arte, film, brani musicali, trasmissioni, radiofoniche e televisive; le parole straniere di uso non comune [es. Weltanschauung]. I termini stranieri, se usati nel linguaggio corrente, vanno in tondo [es. film, leader, welfare].

Virgolette: per tutte le citazioni (una o più parole) sono sempre a caporale [es. «Aforisma: una verità detta in poche parole»]. Eventuali virgolette interne sono ad apice doppio [es. «I “figli della libertà” sono una generazione attivamente impolitica»]. Le virgolette ad apice doppio sono utilizzate, inoltre, per i termini che esprimono un concetto particolare [es. il concetto di “rappresentazione sociale”; l’idea del “bello”]. Le virgolette ad apice singolo (‘’) devono essere utilizzate unicamente per le parole di uso comune alle quali si vuole dare una particolare enfasi (se ne raccomanda comunque un uso moderato). Per gli apici doppi e l’apice singolo utilizzare quelli tipografici, e non le stanghette dritte [“ ” e non “”; ’ e non ‘].

Segni di interpunzione: tutti i segni di interpunzione, compreso il punto di abbreviazione, vogliono uno spazio dopo e mai prima. Non si usa mai il punto alla fine dei titoli. Le sospensioni del discorso prevedono l’uso di tre puntini; il testo che precede e che segue non è distanziato da spazi.

Parole accentate:le lettere iniziali maiuscole hanno l’accento e non l’apostrofo [es. «È stato evidenziato» e non «E’ stato evidenziato»]. Sempre l’accento grave (città, è,costì, ciò, più); l’accento acuto solo su e chiusa (perché, poiché, giacché, affinché, testé). Naturalmente nei brani dialettali va rispettata l’accentazione fonetica.

Rigati: i trattini che racchiudono un inciso sono di dimensione più estesa (– e non -) e vanno preceduti e seguiti da uno spazio.Sono invece senza spazio i trattini di unione [es. nord-est].

Note:la nota deve essere riportata in fondo alla pagina che ne contiene ilriferimento.I richiami delle note nel testo devono sempre precedere i segni di interpunzione [es. Parola2. e non Parola.2]

Citazione indiretta del pensiero di un autore.

Si citano soltanto il cognome dell’autore e l’anno di pubblicazione; non è necessario indicare i numeri di pagina. Esempio: Possiamo affermare che il resoconto sia l’unica modalità con cui la propria azione può essere comunicata alla comunità scientifica (Carli, 1987).

Alcune precisazioni:

  • Se il cognome dell’autore compare nel testo, va aggiunta la sola data tra parentesi immediatamente dopo il cognome dell’autore. Esempio: Carli (1987) afferma che il resoconto sia l’unica modalità con cui la propria azione può essere comunicata alla comunità scientifica.
  • Se il cognome dell’autore e la data compaiono in un testo all’interno di parentesi, come nel caso di citazioni all’interno di parentesi, tabelle, didascalie, note a piè di pagina, non si apre un’altra parentesi, ma si usano le virgole. Esempio: (Carli, 1987, afferma che il resoconto sia l’unica modalità con cui la propria azione può essere comunicata alla comunità scientifica).
  • La citazione indiretta può essere preceduta da espressioni quali “cfr.” (confronta) o “vedi”. Esempio: Il resoconto è l’unica modalità con cui la propria azione può essere comunicata alla comunità scientifica (cfr. Carli, 1987).
  • In caso di successive citazioni all’interno di uno stesso paragrafo, non è necessario ripetere ogni volta l’anno; è preferibile citare la pagina in cui è esposto il concetto espresso dall’autore. Esempio: Carli (1987) afferma che il resoconto sia l’unica modalità con cui la propria azione può essere comunicata alla comunità scientifica. L’autore sostiene che il resoconto del proprio operato clinico rappresenta il fondamento di scientificità del lavoro psicoterapeutico (p. 302).

Citazione diretta del pensiero di un autore.

Il testo citato letteralmente è racchiuso tra virgolette. Oltre al cognome dell’autore e alla data di pubblicazione si aggiunge anche il numero della pagina (p.) o delle pagine (pp.) da cui è tratto il brano riportato. Esempio: È utile ricordare che “L’evento che costituisce l’oggetto del resoconto è influenzato dall’intervento dell’osservatore; la relazione che di esso viene fatta è quindi riferibile non tanto ad un evento in sé, quanto alle sue modificazioni indotte dall’osservazione stessa” (Carli, 1987, p. 205).

Alcune precisazioni:

  • Il testo deve essere riportato fedelmente e integralmente. Ogni aggiunta va indicata tra parentesi quadre. Ogni omissione va indicata con tre puntini di sospensione tra parentesi quadra. Esempio: È utile ricordare che “L’evento che costituisce l’oggetto del resoconto, è influenzato dall’intervento dell’osservatore; la relazione che di esso viene fatta è quindi riferibile […] alle sue modificazioni indotte dall’osservazione stessa” (Carli, 1987, p. 205).
  • Se la citazione diretta è più lunga di 40 parole viene formattata con lo stesso carattere, ma rientrata rispetto al corpo del testo principale. Esempio: A proposito delle caratteristiche del resoconto, Carli (1987) afferma che:

Il resoconto presenta una descrizione-interpretazione dell’evento fondata sui modelli interpretativi utilizzati dal suo autore. Il modello interpretativo, d’altro canto, non condiziona soltanto il resoconto, ma la stessa categorizzazione fenomenica dell’evento. Ciò equivale ad affermare che la realtà non può essere indagata totalmente, ma un valido modello interpretativo può descrivere tutta la realtà, senza trascurare alcuno dei fenomeni, ma solo in uno specifico campo di osservazione (p. 305).

Lavori di due autori: quando gli autori sono due, vanno indicati entrambi i cognomi separati da “&”. Esempio: La psicologia clinica è definibile come una prassi che lavora entro l’area emozionale (Carli & Paniccia, 2003).

Se gli autori compaiono nel testo come parte del discorso sono uniti dalla congiunzione “e” e seguiti dalla data tra parentesi. Esempio: Carli e Paniccia (2003) definiscono la psicologia clinica come una prassi che lavora entro l’area emozionale.

Due o più lavori dello stesso autore: si cita il cognome dell’autore seguito dagli anni ordinati cronologicamente. Dopo il cognome e dopo ciascun anno viene inserita una virgola. Esempio: Nei lavori dedicati a questo argomento (Carli, 1976, 1987, 1989).

Nel caso di più lavori di diversi autori, ogni lavoro è separato da un punto e virgola. Gli autori vanno ordinati alfabeticamente. Esempio: L’argomento è ripreso in altri scritti (Carli, 1987; Carli & Paniccia, 2003). I contributi di uno stesso autore pubblicati nello stesso anno vanno identificati con lettere alfabetiche progressive.

Citazioni di una risorsa web.

Se si cita per intero un sito web, senza riferirsi a particolari documenti, è sufficiente indicarlo tra parentesi all’interno del testo. Esempio: Sul sito dell’Ordine degli Psicologi (http://www.psy.it ) è possibile reperire il materiale. Se si cita uno specifico articolo di una rivista reperito su web, si seguono le stesse norme delle altre citazioni, ricordando però di riportare in bibliografia la data di consultazione e l’URL completo (vedi criteri redazionali per la compilazione della bibliografia).

Traduzioni: quando si cita un lavoro tradotto in italiano va riportata sia la data di pubblicazione originale che quella della traduzione, separate da una barra. Esempio: Bion (1961/1987) afferma che. Se la citazione è diretta, il numero della pagina fa riferimento al testo tradotto in italiano.

Fonte di seconda mano: se si cita un lavoro riportato in un altro lavoro, si cita soltanto la fonte secondaria, mentre la fonte primaria si cita espressamente nel corso del testo. Esempio: Come afferma Melanine Klein (citata in Carli, 1987, p. 123), la dinamica edipica.

Lavoro in più volumi: se si cita un libro composto da più volumi pubblicati in date diverse, vanno indicate la prima e l’ultima data, separate da un trattino.

Lavoro in corso di stampa: si utilizza la dicitura “in corso di stampa”.

Citazioni bibliografiche.

  1. Libri

1.1 Lo schema di base è il seguente:

Cognome dell’autore – virgola – nome puntato – data tra parentesi – punto – titolo in corsivo con la prima lettera maiuscola – punto – città di pubblicazione – due punti – casa editrice – punto. Esempio: Mecacci, L. (1992). Storia della psicologia del Novecento. Roma-Bari: Laterza.

Alcune precisazioni:

  • In caso di sottotitolo, questo inizia con la maiuscola ed è separato dal titolo principale con i due punti. Esempio: Psicologia dinamica: Le teorie cliniche.
  • La casa editrice deve essere citata per esteso con le iniziali maiuscole, omettendo le indicazioni societarie e la parole “editore”, “publisher” e simili.
  • Il luogo di edizione va citato in lingua originale. Se vi sono due o più luoghi di edizione, si possono citare tutti separandoli con un trattino o è possibile citare solo il primo.
  • Spesso le città statunitensi sono seguite dall’abbreviazione dello stato cui appartengono (ML, NY, VA ecc.) in maiuscolo, per non generare confusione tra città con lo stesso nome. Esempio: Cambridge, MA: Harvard University Press.

1.2 In caso di due o più autori, se gli autori sono da due a sei, si citano tutti, separati da virgole.

Se sono più di sei si citano solo i primi sei, seguiti dalla dicitura “et al.”. Tra il primo ed il secondo autore o, in caso di più autori, prima dell’ultimo, si usa “&”. Esempio: Dazzi, N., & De Coro, A. (2001). Psicologia dinamica: Le teorie cliniche. Roma-Bari: Laterza. Esempio: Elliot, C., Harvey, K., Silverman, E., & Mudd, J. (2000). Fighting the winter blues. Philadelphia: Made-up press.Esempio: Roeder, K., Howdeshell, J., Fulton, L., Lochhead, M., Craig, K., Peterson, R., et al. (1967). Nerve cells and insect behavior. Cambridge, MA: Harvard University Press.

1.3 Se si tratta di pubblicazioni a cura di enti, istituti o università, l’ente si cita per esteso al posto dell’autore. Tra l’ente e la data si mette un punto. Esempio: University of Minnesota. (1985). Social Psychology. Minneapolis, MN: University of Minnesota Press. Nel caso in cui l’editore della pubblicazione sia anche l’autore, si indica “Author” al posto dell’editore. Esempio: American Psychiatric Association. (1994). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (4th ed.). Washington, DC: Author.

1.4 Nel caso in cui si citino contributi tratti da libri “a cura di” o raccolte, se si cita una raccolta nella sua totalità, si considera il curatore come autore, con dicitura “Ed.” tra parentesi (o “Eds.”se i curatori sono più di uno). Tale indicazione precede la data ed è separata da essa da un punto. Esempio: Higgins, J. (Ed.). (1988). Psychology. New York: Norton.

Se invece si cita un singolo saggio all’interno di una raccolta, lo schema è il seguente:

Cognome – virgola – nome puntato – data tra parentesi – punto – titolo saggio in tondo – punto – “In” con l’iniziale maiuscola – nome puntato – cognome del curatore – (Ed.) – virgola – titolo in corsivo del libro- (p./pp. + numero di pagine separate da trattino) – punto – città di pubblicazione – due punti – casa editrice – punto.

Esempio: Bordi, S. (1995). Il contributo di Selma Fraiberg. In E. Pelando (Ed.), Modelli di sviluppo in psicoanalisi (pp. 479-495). Milano: Raffaello Cortina.

Alcune precisazioni:

  • Se i curatori sono due, sono uniti dalla “&” senza virgola.
  • Se i curatori sono più di due, sono uniti da virgole e l’ultimo è preceduto dalla “&”.
  • Nel caso in cui, oltre al curatore del libro (Vol. Ed.), vi sia anche un curatore dell’intera serie, va indicato esplicitamente con espressioni come General Ed., Series Ed., Ed-in-chief. Esempio: Ochs, E. (1996). Linguistic resources for socializing humanity. In J. Gumperz & S. Levinson (Eds.), Rethinking linguistic relativity (pp. 407-438). Cambridge, UK: Cambridge University Press. Esempio: Lamb, M.E., Sternberg, K. J., & Ketterlinus, R. D. (1992). Child care in the United States: The modern era. In M. E. Lamb, K. J. Sternberg, C. P. Hwang, & A. G. Broberg (Eds.), Child care in context (pp. 207-222). Hillsdale, NJ: Erlbaum. Esempio: Huston, A. C., & Wright, J. C. (1998). Mass media and childrens developement. In W. Damon (General Ed.), I. E. Sigel & K. A. Renninger (Vol. Eds.), Handbook of child psychology: Vol. 4. Child psychology in practice (5th ed., pp. 999-1058). New York: Wiley.

1.5 Lavoro in corso di stampa: si aggiunge l’espressione “in press” tra parentesi dopo il nome. Esempio: Boniolo, G. (in press), Il limite e il ribelle: Etica, naturalismo, darwinismo. Milano: Raffaello Cortina.

1.6 Citazioni da un dizionario o un’enciclopedia: se è individuabile il curatore o i curatori, si procede come un normale libro “a cura di”; altrimenti si pone il titolo in corsivo al posto dell’autore, inserendo un punto prima della data. Esempio: Sheehy, N., Chapman, A. J., & Conroy, W. (Eds). (1997). Biographical dictionary of psychology. London: Routledge.Esempio: The American college dictionary. (1962). New York: Random House.

Nel caso in cui si citi una singola voce di dizionario o enciclopedia, se questa è firmata, si segue il seguente schema. Esempio: Marhaba, S. (1982). Psicoanalisi. In Enciclopedia Garzanti di filosofia (2nd ed., pp. 740-742). Milano: Garzanti.

Se invece la voce non è firmata, il titolo della voce va al posto dell’autore:

Esempio: Psicodinamica. (1982). in Enciclopedia Garzanti di filosofia (2nd ed., p. 742). Milano: Garzanti.

1.7 Riedizione: il numero di edizione va indicato in inglese secondo le diciture “2nd ed.”, “3rd ed.”, “4th ed.”, “rev. ed.”, ecc., e va racchiuso tra parentesi, subito dopo il titolo.Esempio: Luborsky, L., & Crits-Christoph, P. (1998). Understanding Transference (2nd ed.). Washington, DC: American Psychological Association.

1.8 Due o più volumi: il numero del volume va racchiuso tra parentesi, con l’iniziale maiuscola, subito dopo il titolo.Esempio: Foss, B. M. (Ed.). (1965). Determinants of infant behavior (Vol.3). London: Methuen.

Alcune precisazioni:

  • Se per completezza si vuole indicare il sottotitolo del volume, si segue il seguente schema, inserendo prima della dicitura “Vol.” i due punti. Esempio: Berry, J. W., Dasen, P. R., & Saraswathi, T. S. (Eds.). (1997). Handbook of cross-culture psychology: Vol. 2. Basic process and human development. Boston: Allyn & Bacon.
  • Se si citano tutti i volumi di cui si compone la raccolta, si usa l’indicazione “Vols. 2” (o “Vols. 1-2” per indicare solo alcuni volumi) tra parentesi, con l’iniziale maiuscola e subito dopo il titolo. Esempio: Casonato, M. (Ed.). (1992). Psicologia dinamica (Vols. 2). Torino: Bollati Boringhieri.
  • Se i volumi sono stati pubblicati in date diverse, vanno indicate la prima e l’ultima separate da un trattino.Esempio: Wilson, J. G., & Fraser, F. C. (Eds.). (1977-1978). Handbook of teratology (Vols. 1-4). New York: Plenum Press.
  • Quando viene citato, oltre al numero del volume, anche il numero di edizione, si apre una sola parentesi separando le due informazioni con una virgola. Esempio: Damon, W., & Lerner, R. M. (Ed.). (1998). Handbook of child psychology (5 th ed., Vol. 1). New York: Wiley.

Se va indicato anche il numero di pagine, il testo tra parentesi assumerà il seguente schema: (5 th ed., Vol. 1, pp. 44-47).

  1. Riviste e periodici.

2.1 Lo schema di base è il seguente:

Cognome – virgola – nome puntato – data tra parentesi – punto – titolo dell’articolo in tondo – punto – nome della rivista in corsivo senza “In”- virgola- numero del volume in corsivo – virgola – numero di pagine – punto. Esempio: Musatti, C. L. (1931). Forma e assimilazione. Archivio Italiano di Psicologia, 9, 61-156.

2.2 In caso di due o più autori, tra il primo ed il secondo autore (o, in caso di più autori, prima dell’ultimo) si usa la “&”. Oltre i sei autori si aggiunge la dicitura “et al.” (cfr. 1.2. per altri esempi). Esempio: Rodin, J., & Ianis, I. L. (1979). The social power of health-care practitioners as agent of change. Journal of Social Issues, 35, 60-81.

2.3 Articolo in rivista con più fascicoli: si indica il numero del volume in corsivo e il numero del fascicolo tra parentesi. Tra i due numeri non vi è alcuna virgola.Esempio: Nicholson, I. A. M. (1997). Humanistic Psychology and intellectual identity: The “open” system of Gordin Allport. Journal of Humanistic Psychology, 37 (3), 61-79.

2.4 Se si cita l’intero numero di una rivista (in genere un numero “speciale” ), si usa l’espressione internazionale “Special issue” tra parentesi quadra. Esempio: De Witte, K., & van Muijen, J. J. (Eds.). (1999). Organizational culture [Special Issue]. European Journal of Work and Organizational Psychology, 8 (4).

2.5 Mensile, settimanale, quotidiano: si inserisce la data in inglese completa tra parentesi, subito dopo l’anno, separata da virgola. Inoltre, il numero di pagina/e è preceduto dall’indicazione “p.” o “pp.”. Se non è indicato l’autore dell’articolo, il titolo assume la posizione iniziale. Esempio: Pende, S. (2003, April 16). Psicologia del branco. Panorama, pp. 45-49.Esempio: Clinton puts “human face” on health-care plan. (1993, September, 16). The New York Times, p.1.

  1. Traduzioni.

3.1 Se il libro è citato in lingua originale diversa dall’inglese, occorre citare in inglese i titoli degli articoli o dei libri. Tale traduzione va posta tra parentesi quadre, sempre in tondo, subito dopo il titolo originale. Esempio: Musatti, C. L. (1989). Leggere Freud [Reading Freud]. Torino: Bollati Boringhieri. Esempio: Taine, H. (1970). De lintelligence [On intelligence] (Vols.1-2). Paris: Hachette.

3.2 Se il libro da cui si cita è una traduzione inglese di un libro non in inglese si indicano: anno, titolo e casa editrice della traduzione inglese; nome del traduttore tra parentesi, seguito dalla sigla “Trans.”; infine, tra parentesi, “Original work pubblished” e data dell’edizione originale. Esempio: Duncker, K. (1972). On problem solving. (L. S. Lees, Trans.). Westport, CT: Greenwood Press. (Original work published 1945).

Nel caso di traduzione in inglese di classici si procede in questo modo: Esempio: Freud, S. (1964). Splitting of the ego in the process of defence. In J. Strachey (Ed. and Trans.), The standard edition of the complete psychological works of Sigmund Freud (Vol. 23, pp. 271-278). London: Hogarth Press. (Original work published 1940)

3.3 Nel caso in cui si citi da una traduzione italiana di un contributo in inglese o in altra lingua (uso italiano). Se si tratta di un libro, si cita secondo il criterio APA la versione originale, in qualunque lingua sia, e si inserisce tra parentesi la dicitura “trad. it.” con il titolo, la casa editrice, il luogo di edizione e l’anno di pubblicazione della versione in italiano. Esempio: Winnicott, D.W. (1971). Playing and reality. London: Tavistok (trad. it. Gioco e realtà, Armando, Roma, 1974). Se si tratta di un articolo presentato in una rivista straniera e tradotto su una rivista italiana, si citerà normalmente l’articolo nella sua versione originale, aggiungendo tra parentesi “trad. it”, nome dell’articolo in versione italiana in tondo, nome della rivista in corsivo, numero, anno, pagine.Esempio: Strachey, J. (1934). The nature of the therapeutic action of psychoanalysis, In International Journal of psychoanalysis, 15, 127-159 (trad. It. La natura dell’azione terapeutica della psicoanalisi, Rivista di Psicoanalisi, 20, 1974, 92-159). Se si tratta di un articolo tradotto e pubblicato in una raccolta di scritti dello stesso autore si procede secondo il seguente schema: Esempio: Sandler, J. (1962). Research in psycho-analysis: The Hampstead indez as an instrument of psychoanalytic research, International Journal of Psychoanalysis, 43 , 287-291, trad. it. L’indice Hampestead come strumento nella ricerca psicoanalitica, in Sandler (1980), 1-10.In questo caso si cita una volta sola per tutti gli articoli presenti in bibliografia il riferimento completo del libro. Se si cita un articolo tradotto in una raccolta di scritti di più autori (curatela) si potrà adattare il seguente modello: Esempio: Grunbaum, A. (1980). Epistemological Liabilities of the clinical appraisal of psychoanalytic theory, Nous, 14, 307- 385 (trad. it. Le difficoltà epistemologiche della valutazione clinica della teoria psicoanalitica, in M. Conte, N. Dazzi (Eds.) La verifica empirica in psicoanalisi. Il Mulino, Bologna, 1988, 65-141).

  1. Inediti.

4.1 Manoscritti: si fa seguire al titolo in corsivo l’espressione “Unpublished manuscript” (“Manoscritto Inedito”). Esempio: Beebe, B., & Kronen, J. (1988). Mutual regulation of affective matching in mother-infant face-to-face play. Unpublished manuscript.

4.2 Ricerca inedita: in tondo e tra parentesi quadre si inserisce la descrizione dei dati, seguita dall’espressione “Unpublished raw data” (“ricerca inedita”). Esempio: Bianchi, A. (1999). [Validity study on CCRT method]. Unpublished raw data.

4.3 Tesi di laurea o dottorato inedita: Le espressioni corrispondenti all’italiano e codificate dalle norme internazionali sono “Unpublished doctoral dissertation” o “Unpublished master’s thesis”, a seconda del tipo di tesi.Esempio: Parker, J. D. A. (1991). In search of the person: The historical development of American personality psychology. Unpublished doctoral dissertation, York University, Toronto, Canada.

4.4 Lavoro inedito presentato ad un congresso: si segue il seguente schema, inserendo l’espressione “Paper presented at” (“lavoro presentato al”). Esempio: Fung H. H. T. (1995, March). Becoming a moral child. The role of shame in the socialization of young Chinese children. Paper presented at meeting of meeting of the Society for Research in Child Development, Indianapolis, IN.

  1. Internet, software e multimedia.

5.1 Lo schema di base per la citazione di un articolo di rivista reperito su un sito web è il seguente:

Cognome – virgola – nome puntato – data tra parentesi – punto – titolo articolo in tondo – punto- nome rivista in corsivo – virgola – numero volume in corsivo – punto – “Retrieved” – data in inglese – virgola – “from” – URL completo senza punto finale. Esempio: Nicolas, S. (2000). L’école de la Salpetrière en 1885. Psychologie et Histoire, 1, 165-207. Retrieved June 13, 2003, from http: //Ipe.psycho.univ-paris5.fr/membres/Nicolas(3).htm

5.2 Citazione di un intero sito web: è sufficiente indicarlo tra parentesi all’interno del testo, senza includerlo nella bibliografia finale.

5.3 Pagina di un sito: se si tratta di un sito che riporta articoli e notizie aggiornati periodicamente, citare come se fosse un articolo, con il titolo in tondo.Se invece si tratta di un articolo pubblicato una tantum di cui si conosce l’autore e/o la data, si fa riferimento a questo schema. Esempio: Nielsen, M E. (1994). Notable people in psychology of religion. Retrieved August 3, 2001, from http://www.psywww.com/psyrelig/psyrelpr.htm Se non si conosce l’autore e/o la data, si aggiunge n.d. (no date) in base al seguente criterio:Esempio: Current BCSSE Projects. Aging Frontiers in Social Psychology, Personality, And Adult Development Psychology. (n.d.). Retrieved April, 20, 2002 from http://www7.nationalacademies. org/ bcsse/ Aging_Frontiers_in_Social_Psychology.html.

5.4 Se la rivista è presente su un database on-line, lo schema è il seguente. Esempio: Nahapiet, J., & Ghoshal, S. (1998). Social capital, intellectual capital, and the organizational advantage. Academy of Management Review, 23 (2), 242-266. Retrieved April 17, 2001 from the InfoTrac database.

5.5 Talora può essere utile citare un particolare software utilizzato nelle proprie ricerche, allo scopo, ad esempio, di consentire il reperimento di un sofware poco diffuso. Se è individuabile l’ideatore del software, è considerato come autore e lo schema è questo: Esempio: Popping, R. (1999). Agrr 7.0 [Computer software]. Groningen, The Netherlands: ProGAMMA. Se invece non è individuabile un singolo autore, si cita in questo modo:Esempio: APA-Style Helper 3.0 [Computer software]. (2001). Washington, DC: American Psychological Association.

5.6 Se si citano audiocassette, VHS, CD-ROM, DVD di brani o video famosi, si può fare a meno di includerli nella bibliografia finale: sarà sufficiente indicarli nel testo. Se si tratta di una registrazione sonora o visiva di una fonte non commercializzata, disponibile solo in qualche archivio o università, andranno forniti tutti i dati necessari al suo reperimento. A seconda del tipo di supporto, si indicherà: audio recording, VHS, CD-ROM, DVD. In caso di supporto uditivo si inserirà la dicitura “Speaker” tra parentesi dopo il nome. In caso di supporto visivo si potrà inserire la dicitura “Producer” e/o “Director” tra parentesi a seconda dei casi.Esempio: Jarboe, K. (Speaker). (1997). Women and schizophrenia. Tucker, GA: Promedica Research Center