Dopo una lunga interruzione Studi Umbri riprende le pubblicazioni, cioè riappare in rete.  Abbiamo dovuto risolvere alcuni piccoli problemi, abbiamo cambiato provider, e abbiamo cambiato pure la homepage (per la quarta volta: quasi certamente un record, considerando che le modifiche hanno avuto una frequenza maggiore di una ogni due numeri). Il progetto editoriale rimane comunque quello di partenza: una rivista di cultura, aperta a contributi che vanno dalle arti figurative a quelle performative, dagli aspetti sociopolitici generali a quelli più immediatamente legati al territorio in cui viviamo. La novità più rilevante però e che abbiamo costituito un comitato di redazione allargato, che valuta e propone i contributi da pubblicare, ma ciò non toglie che, come era chiaro fin dall’inizio, siamo disposti ad accogliere lavori che ci vengano proposti dai nostri lettori (le condizioni di accettazione e le norme editoriali si trovano nella tendina contatti). Apre questo numero sei, primo della “nuova serie”, un racconto di Marcello Marino: l’idea di ospitare opere di finzione l’avevamo fin dall’inizio, ma poi per ragioni non chiare non s’è mai concretizzata. Finalmente ci siamo riusciti. Ovviamente, dato il nome della rivista, è chiaro che la prevalenza dei lavori ospitati farà riferimento all’Umbria, maoltre a ciò uno spazio particolare verrà riservato in ogni numero a un articolo più specificamente mirato a promuovere l’Umbria, vuoi sotto il profilo storico-artistico (le città d’arte e i capolavori in esse custoditi), vuoi per l’aspetto delle eccellenze agroalimentari (l’olio d’oliva, le norcinerie), ma non mancheranno indicazioni sugli eventi e le attività di interesse comune, indicazioni mirate sia a stimolare il turismo extraregionale ma al contempo a informare i residenti in Umbria del ventaglio di offerte presenti sul territorio. In proposito questo primo numero ospita un articolo dedicato alle piste ciclabili: sarà utile ai tanti appassionati di questa attività, che magari per scarsa informazione si avventurano a praticarla su strade spesso molto trafficate. Buona lettura.