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SMAArt, un centro per la conservazione

Vol. 12, n. 1 (2020)

SMAArt (Scientific Methodologies applied to Archaeology and Art) è un Centro Interdipartimentale di ricerca e alta formazione dell’Università di Perugia, nato nel 2001 a seguito di uno specifico co-finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (D.M. 313/99), che opera nell’ambito dello studio e la conservazione delle opere d’arte. Il Centro, a carattere fortemente interdisciplinare, riunisce insieme docenti e ricercatori di diversi Dipartimenti dell’Università ed alcuni Laboratori del Consorzio Interuniversitario di Scienza e Tecnologia dei Materiali (INSTM) e del CNR. Il Centro è dotato di autonomia amministrativa ed è diretto da un Consiglio Direttivo.

Obiettivi delle attività del centro SMAArt sono:

  • promuovere la cooperazione fra le scienze umane e quelle fisiche;
  • offrire alle istituzioni accademiche e di ricerca un insieme integrato di risorse e competenze nel campo storico-artistico e archeologico e in quello tecnico-scientifico;
  • creare attraverso la ricerca nuove figure professionali, altamente qualificate, con una conoscenza dei beni culturali anche dal punto di vista delle proprietà dei materiali;
  • sviluppare nuovi metodi di indagine e strumentazioni portatili per studi da compiere in situ e con approcci non- invasivi;
  • coordinare e sviluppare progetti di ricerca internazionali e nazionali, nonché progetti di alta formazione interdisciplinare;
  • contribuire a stabilire attività produttive nel campo dello studio, conservazione e restauro dei beni storico-artistici e archeologici.

Il Centro ha svolto programmi di alta formazione, tra cui un progetto europeo Marie Curie intitolato EPISCON European PhD on Science for Conservation (2005-2008), un Master di II Livello (2004) intitolato Conservazione preventiva dei beni culturali, ed uno di I Livello intitolato Radici di pietra (2006). Tutti questi programmi hanno avuto un forte carattere interdisciplinare con apertura a laureati in chimica, fisica, biologia, geologia, scienza della conservazione, storia dell’arte, archeologia, architettura e ingegneria.

Il Centro SMAArt ha svolto e svolge ricerche interdisciplinari che hanno portato a numerose pubblicazioni nella letteratura scientifica internazionale. I progetti di maggior rilievo svolti sono il progetto LabS TECH (5° PQ – Laboratories on Science and Technology for the conservation of the European Cultural Heritage); il progetto Eu-ARTECH (6° PQ – Access, Research and Technology for the European Cultural Heritage), costo totale: 5.379 k€, con un contributo EC di 912 k€ per l’Università di Perugia; il progetto CHARISMA (7° PQ – Cultural Heritage Advanced Research Infrastructures: Synergy for a Multidisciplinary Approach to Conservation), costo totale di 9.661 k€, con 904 k€ di contributo EC per il Centro SMAArt. Questi tre progetti sono stati tutti coordinati dal Centro SMAArt. Dal nucleo di 22 istituzioni internazionali creatosi nell’ambito di CHARISMA, è nato nel 2015 il progetto IPERION-CH (Horizon 2020 – Integrated Platform for the European Research Infrastructure ON Cultural Heritage), coordinato dal CNR, e finanziato con 7995 k€ dei quali 280 k€ di contributo per il Centro SMAArt.

Nell’ambito delle attività di questi progetti Europei, nel 2004 è nato il MOLAB (Mobile Laboratory), il primo laboratorio mobile al mondo dedicato alla diagnostica completamente non invasiva del patrimonio storico-artistico, condotta in situ. La conoscenza più intima possibile dei materiali che costituiscono un oggetto d’inestimabile valore è alla base della sua conservazione per le generazioni future: il MOLAB fornisce questo strumento di conoscenza nel modo più sicuro possibile, portando gli strumenti e le competenze necessarie laddove l’opera d’arte è conservata ed eseguendo una completa campagna diagnostica senza che l’oggetto venga nemmeno toccato. Il MOLAB inizia la sua attività con operatori e strumentazioni del Centro SMAArt, del CNR (ISTM di Perugia e INOA, ICVBC di Firenze) e dell’Opifico delle Pietre Dure, configurandosi come un’infrastruttura tutta italiana messa a disposizione della Comunità Europea per attività di accesso trans-nazionale. Conservatori, restauratori e ricercatori di tutta Europa che richiedono l’intervento del MOLAB, sono chiamati a presentare un progetto che, una volta valutato positivamente da una Commissione Europea, viene interamente finanziato e quindi eseguito. Nell’ambito del progetto CHARISMA, nuove strumentazioni sono state sviluppate sia in Italia che in altri Paesi dell’Unione (Germania, Francia, Grecia e Polonia) e a partire dal progetto IPERION-CH sono divenute parte integrante del MOLAB, oggi a tutti gli effetti infrastruttura Europea, coordinata dal CNR italiano.

Gli accessi MOLAB ai quali il Centro SMAArt ha partecipato durante la sua attività nazionale ed internazionale hanno toccato tutti i Paesi della Comunità Europea impegnando i ricercatori in campagne diagnostiche non invasive su oggetti tra i più disparati. Per citare alcuni esempi, opere pittoriche degli antichi Maestri (Caravaggio, Leonardo, Memling, Van Eyck, Perugino, Raffaello, Bronzino ….), quadri dell’arte moderna e contemporanea (Van Gogh, Munch, Pollock, Rothko, Mondrian, Cezanne, Renoir, Manet ….), manoscritti medioevali (The Book of Kells, Macclesfield Psalter ….), codici pre-colombiani (Codice Cospi, Trocortesiano, Borgia, ….), importanti opere architettoniche e lapidee (Portico della Gloria di Santiago de Compostela, Teatro Romano di Merida, Cattedrale di Huesca, David di Michelangelo, sculture di Esculapio ….), ceramiche rinascimentali, violini di Stradivari, sarcofagi Egizi, vetrate policrome …

Oltre alle attività di diagnostica, sono state svolte numerose attività nel campo archeologico, tramite collaborazioni tra il gruppo di archeologi operanti nel Centro e: (a) l’Università degli Studi di Udine;

  • Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria; (c) Columbia University di New York, US; (d) MacQuire University di Sidney, AU. Nell’ambito di queste collaborazioni sono state condotte diverse campagne di prospezioni geofisiche e sondaggi sia nell’ambito nazionale che internazionale, con indagini recenti presso il siti come Bribirska Glavica, in Croazia. e nei siti italiani di “Torremaggiore”, presso Lucera, e “FG3663”, presso Cerignola.

Ulteriori ricerche nelle quali il Centro è impegnato riguardano metodologie di caratterizzazione di ambienti indoor e outdoor per la messa a punto di metodi innovativi di monitoraggio dell’aria, che possano essere utilizzati con profitto per lo studio delle relazioni dei materiali dei beni culturali con l’ambiente. E’ ben noto infatti che il problema della conservazione delle opere d’arte non può prescindere dalla conoscenza dettagliata delle proprietà e caratteristiche dell’ambiente in cui le opere sono esposte o custodite. Questo argomento costituisce di fatto uno dei campi di ricerca cui la Commissione Europea presta maggiore attenzione nel campo dei beni culturali, promuovendo lo studio delle interazioni tra il patrimonio storico artistico e archeologico e l’ambiente che cambia.

Come obiettivo del prossimo futuro, il Centro SMAArt partecipa con il CNR al progetto per la realizzazione di un’infrastruttura europea stabile, naturale proseguimento delle attività intraprese nei progetti sopra menzionati. La Commissione Europea ha approvato il finanziamento di 4 milioni di euro sul programma di ricerca e sviluppo Horizon 2020 per l’avvio della fase preparatoria della creazione dell’infrastruttura di ricerca europea per la scienza del patrimonio, E-RIHS / European Research Infrastructure for Heritage Science. E-RIHS unisce studiosi e professionisti delle scienze umane e naturali che riconoscono la necessità di un approccio integrato, attuabile sviluppando insieme la scienza del patrimonio. Lo scopo di E-RIHS è fondare un’unica infrastruttura di ricerca, con strutture distribuite in tutta Europa e aggregate in nodi nazionali che offrano accesso a strumenti di alto livello scientifico, metodologie innovative e dati, organizzate in quattro piattaforme: Molab per gli strumenti mobili per analisi non-invasive sul patrimonio da realizzare in-situ; Fixlab costituito dalle grandi infrastrutture quali sincrotroni, sorgenti di neutroni, acceleratori; Archlab che comprende archivi di dati fisici in gran parte inediti, contenuti in prestigiosi musei, gallerie e istituti di ricerca europei; Digilab per l’accesso diretto alle informazioni sull’oggetto disponibili in banche dati e biblioteche digitali.

Ref.: Prof. Aldo Romani
Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie – Via Elce di Sotto, 8 – 06123 – Perugia

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