HomePsicologia › Autostima bassa: come lavorarci ogni giorno senza ricorrere a complicate tecniche psicologiche
Psicologia

Autostima bassa: come lavorarci ogni giorno senza ricorrere a complicate tecniche psicologiche

📅 18 Agosto 2026✍️ di Valeria Ghidetti⏱️ 6 min di lettura

L’autostima bassa è uno di quei nemici silenziosi che accompagna molte persone nella vita quotidiana, influenzando scelte, relazioni e benessere generale. Non serve ricorrere a complicate teorie psicologiche per capire che quando non crediamo in noi stessi, tutto diventa più difficile. Quello che forse non sapete è che il lavoro quotidiano sull’autostima può iniziare con gesti semplici, concreti e fattibili, integrati naturalmente nella routine di ogni giorno. Come professionista della salute e del benessere, ho scoperto che spesso il percorso verso un’autostima più solida passa attraverso piccole consapevolezze e abitudini che modificano il nostro rapporto con noi stessi.

Riconoscere i segnali e partire dall’ascolto

Prima di poter lavorare su qualcosa, bisogna capire che cos’è e come si manifesta. L’autostima bassa non sempre si presenta con sintomi evidenti. A volte emerge come una voce interna critica, altre come una tendenza ad autoescludersi dalle opportunità, oppure come una ricerca costante di validazione esterna. Alcuni giorni può manifestarsi con difficoltà nel prendere decisioni, altre volte con una sensazione di insufficienza che emerge inspiegabilmente.

Il primo passo concreto è dedicare qualche minuto al giorno all’ascolto di sé. Non parlo di meditazione complicata o di sedute lunghe: semplicemente, fermarsi e notare quali pensieri ricorrono quando vi trovate davanti a una sfida o a un momento di vulnerabilità. Molte persone scoprono pattern interessanti: frasi che si ripetono, convinzioni radicate che non appartengono davvero a loro, ma che hanno assorbito dal contesto familiare o sociale.

Secondo gli studi sul benessere psicologico, questo primo atto di consapevolezza rappresenta già una forma di cambiamento. Non siamo più passivi destinatari dei nostri pensieri, ma osservatori attivi di ciò che accade nella nostra mente.

Le micro-azioni quotidiane che modificano la percezione di sé

Ecco la parte che mi piace sottolineare: non servono rivoluzioni per iniziare a sentirsi meglio con se stessi. Bastano azioni piccole, ripetute nel tempo, che gradualmente modificano il modo in cui ci vediamo. Ho sperimentato questo approccio personalmente durante i miei anni di ricerca sul benessere, e l’ho visto funzionare in tante persone che ho incontrato.

Una delle più efficaci è l’elenco quotidiano di tre cose. Non tre obiettivi giganteschi, ma tre cose concrete che avete fatto bene durante la giornata, per quanto piccole. Che sia aver preparato un pasto nutriente, aver ascoltato davvero un amico, aver rispettato una promessa a voi stessi, oppure aver completato un compito difficile. Questo esercizio serve a spostare l’attenzione dalla mancanza verso la presenza. Il cervello è allenato a cercare problemi; dobbiamo consapevolmente insegnargli a riconoscere successi.

Un’altra pratica semplice è l’affermazione del presente. Non frasi vuote e irrealistiche, ma affermazioni ancorate alla realtà. Anziché “sono perfetta”, provate “sto imparando e migliorando oggi”. Anziché “non ho paura”, provate “ho paura, ma continuo comunque”. Queste affermazioni rispettano la verità della vostra condizione attuale, risultando così più credibili e potenti.

Anche la cura del corpo ha un impatto notevole. Quando curiamo quello che mangiamo, quando dormiamo a sufficienza, quando dedichiamo tempo al movimento che ci piace, il nostro corpo invia al cervello il messaggio: “Io valgo la pena di essere curato”. È una forma di auto-rispetto tangibile, che l’autostima legge e incorpora.

Stabilire confini e imparare a dire no

Uno dei fattori più sottovalutati nel lavoro sull’autostima riguarda la capacità di stabilire confini sani. Le persone con autostima bassa spesso faticano a dire no, temendo di deludere o di non essere apprezzate. Nel lungo termine, questo genera risentimento e consolida ulteriormente l’idea che i propri bisogni contino meno di quelli degli altri.

La ricerca nel campo della Psicologia positiva ha dimostrato che la capacità di dire no è correlata a una migliore salute mentale e a relazioni più autentiche. Non si tratta di diventare scortesi, ma di comunicare i propri limiti con chiarezza e compassione. “Mi piacerebbe aiutarti, ma non posso in questo momento perché…” è una frase che cambia le cose. Comunica che avete priorità, che i vostri spazi e tempi contano.

Praticando questa comunicazione, giorno dopo giorno, iniziate a costruire un’autoimmagine diversa: quella di una persona che merita rispetto, incluso il rispetto verso se stessa.

Il ruolo della comunità e dell’ambiente

L’autostima non si sviluppa nel vuoto. L’ambiente in cui viviamo, le persone con cui interagiamo, i messaggi che riceviamo quotidianamente hanno un peso enorme. Se siete circondati da persone critiche o di cui non vi fidate, il lavoro sull’autostima diventa più difficile. Allo stesso modo, se consumate costantemente contenuti che vi fanno sentire inadeguate, state alimentando le radici del dubbio.

Un passo concreto è fare una pulizia ambientale consapevole. Questo non significa estromettere brutalmente persone dalla vostra vita, ma piuttosto scegliere di passare più tempo con chi vi valorizza, limitare l’esposizione a input negativi, cercare comunità di persone che condividono i vostri valori. Nel nostro tempo, questo significa anche una selezione consapevole di chi seguire online, quali podcast ascoltare, quali letture scegliere.

Cercate spazi dove potete essere voi stessi senza giudizio. Che sia un gruppo di interesse, un corso, una palestra, un circolo. Il senso di appartenenza a una comunità rafforza profondamente l’autostima.

La pratica della gratitudine autentica

Non la gratitudine forzata, quella che suona come un mantra vuoto. Parlo della gratitudine che emerge quando riconosciamo davvero le cose che funzionano nella nostra vita, anche se piccole. Secondo i dati provenienti da ricerche sugli stili di vita sani, la pratica regolare della gratitudine incide positivamente sulla percezione di sé e sulla resilienza emotiva.

Ogni sera, potete scrivere (non solo pensare: la carta aiuta) tre cose per cui siete grati. Non devono essere cose straordinarie. Il corpo che vi permette di muovervi, il pasto che avete potuto condividere, una conversazione significativa. Questo spostamento graduale di attenzione dalla scarsità all’abbondanza è una delle più sottili e durature forme di trasformazione.

Coerenza tra valori e azioni

Molte persone non si amano perché vivono in disallineamento con i loro valori. Dicono di volere la salute, ma non curano l’alimentazione. Dicono di valorizzare le relazioni, ma rimandano i contatti. Dicono di credere nella creatività, ma non si concedono spazi per esprimerla. Questo disallineamento erode continuamente l’autostima.

Identificate tre valori che vi guidano veramente. Poi, ogni giorno, fate una piccola cosa che li rispecchia. Se la lealtà è importante, siate leali verso voi stessi mantendo una promessa. Se la crescita vi importa, imparate qualcosa di nuovo, anche piccolissimo. Se la salute è prioritaria, scegliete una cosa che la nutre.

Questo allineamento graduale tra ciò che dite di credere e ciò che fate crea una coerenza interna. E la coerenza è una delle fondamenta più solide dell’autostima genuina.

Lavorare sull’autostima bassa non è una battaglia, bensì un lento processo di riavvicinamento con voi stessi. Non serve diventare psicologi né applicare tecniche complicate. Serve consapevolezza, piccole azioni quotidiane, ambienti supportivi e una buona dose di pazienza con voi stessi. Iniziate oggi, da dove siete, con quello che avete. Il resto viene naturalmente.

Valeria Ghidetti

Valeria ha scelto la strada della salute dopo aver affrontato problemi digestivi cronici. Sperimentando su di sé, ha trovato benefici nell'alimentazione senza glutine e nella cucina naturale. Oggi aiuta chi vuole avvicinarsi a una dieta equilibrata e racconta con passione le sue scoperte e ricette salutari.