Forse, in questi tempi grami, non si sentiva così impellente bisogno di una nuova rivista. Forse. Fatta questa non lusinghiera premessa, daremo un paio di ragioni -poche, ma crediamo sufficienti – a motivare l’azzardo che ci ha portati ad intraprendere questa, che, con un briciolo di understatement, si può definire una piccola avventura. In primo luogo fare una rivista virtuale, detta in gergo web-magazine, costa poco, davvero molto poco. Prova probante ne è la pletora, spesso fatta di parole in libertà, che invade l’etere. Fatte salve le piccole spese iniziali di registrazione tribunalizia e di concessione del dominio, se non si pagano i collaboratori, le spese di gestione ammontano a quasi nulla. Ma è vero anche, che fare una rivista, sia pure virtuale, implica necessariamente mettere in piedi un sistema di relazioni, non tutte e non sempre virtuali, cosa questa che, in tempi grami appunto, è, o almeno potrebbe essere, davvero un lusso controcorrente. Infine, ma non è certo l’ultima ragione che ci ha motivati, la voglia di aprire uno spazio dove poter discutere di temi e problemi che ci interessano, senza secondi fini che non siano quelli del confronto e della discussione libera e civile.
La rivista non vuole essere “accademica”, specialistica. Le intenzioni sono quelle di pubblicare interventi non troppo lunghi e quanto più possibile privi di note indirizzati ad un pubblico estremamente ampio, con lo scopo sia di informare il lettore sul tema trattato, sia di sollecitarlo, se possibile, ad interessarsi in prima persona all’argomento. L’obiettivo è quindi più che ambizioso. Perché chiunque scrive sa quanto sia difficile interessare e sollecitare esponendo in modo limpido i concetti e utilizzando un linguaggio facilmente fruibile. A partire dal prossimo numero di novembre (il numero 1), aggiungeremo una rubrica dove ospitare, se ce ne saranno, i commenti, le obiezioni, le integrazioni a quanto pubblicato nel numero precedente. Da sempre le idee – quali che siano – siliberano dai fumi degli azzeccagarbugli attraverso la discussione. Ai possibili lettori chiediamo quindi una mano in tal senso: la possibilità di intervenire senza mediazioni è certamente l’aspetto più reale di quello strano e inquietante limbo dei significati che è il World Wide Web.