Questo numero 2 (in realtà il terzo della rivista) presenta una lieve difformità rispetto ai precedenti: accanto agli articoli, diciamo così, di normali dimensioni, piuttosto brevi cioè, come è quasi d’obbligo per un web-magazine, pezzi che vanno dalle tre alle cinque/sei cartelle, stavolta ospitiamo alcuni saggi decisamente più corposi.
Ci è sembrato che comunque ne valesse la pena, perché, anche se è improbabile che un web-surfer si vada a leggere dieci o quindici cartelle sullo schermo, rimane il fatto che i pezzi che pubblichiamo sono tutti in .pdf, scaricabili, e quindi se vedete qualcosa che vi interessa, e naturalmente noi ci auguriamo che questo accada, lo stampate e ve lo leggete con tutta tranquillità. Iniziamo con Raul Gabriel, artista italo-argentino che opera nell’ambito del site-specific, che è stato incaricato del restauro della chiesa di Santa Maria di Colle a Perugia. In un saggio puntuale e ricco di immagini, Gabriel espone il suo progetto e le premesse concettuali che lo hanno ispirato. Giancarlo Baronti, antropologo, ci racconta l’ambivalenza della santità, o, meglio ancora, la metamorfosi di sant’Antonio: da livido asceta, fondatore del monachesimo orientale, a protettore degli animali domestici, in particolare (e per l’Umbria non è cosa di poco conto) del maiale. Angelo Di Carlo, psichiatra e docente, in un saggio molto articolato sulla costruzione dell’identità, mostra come questo processo, se condotto lungo una direttrice “sana”, sia intimamente collegato alla maturazione di una personalità tollerante, cosa essenziale, ora più che mai, per vivere decentemente in una società come la nostra che è sempre più multirazziale e multiculturale. Gisella Speranza, redattrice di Studi Umbri, e Alessandro Frigeri, geologo, in un lavoro molto documentato, illustrano le differenze tra software libero e software “prigioniero”, questione essenziale per tutti coloro che fanno ricerca, ma non trascurabile ormai da nessuno degli utenti delle strumentazioni informatiche. Angela Margaritelli nel suo “elogio del camminare” dà delle indicazioni pratiche a chi vuol vedere un’Umbria diversa e magari la vuol vedere in maniera diversa da quella automobilistica, come siamo abituati. Alberto Massarelli, psicoterapeuta, con gli strumenti della sua disciplina e la passione dell’antichista, esplora la figura mitica di Empousa. Marco Pucciarini, studioso di storia delle religioni, in un articolo sintetico, e tuttavia esauriente, illustra alcuni aspetti forse poco noti del famoso “Guerin Meschino”. Cristina Potenza, insegnante di inglese nella scuola primaria, forte della sua esperienza di lavoro all’estero si diffonde sull’importanza, attuale, ma destinata a crescere in futuro, dello studio delle lingue straniere. Prosegue, l’appuntamento con “The End”, riflessione “infinita” di Daniele Dottorini sulla morte, vera o presunta, del cinema. Infine vi proponiamo un brano, le poche pagine finali, di un romanzo, À rebours, di Joris-Karl Huysmans. Pubblicato verso la fine dell’Ottocento, ci sembra un buon esempio di come, fatte le debite differenze, le epoche di decadenza abbiano molti caratteri comuni, e come spesso accada che tutto il male, l’orrore, che si vorrebbe scrivere del proprio tempo, sia già stato scritto, spesso molto meglio di quanto noi saremo mai capaci di fare. Ma, infine, come da tutto questo sembra che nessuno impari mai nulla.
Buona lettura.