Il nuovo numero di Studi Umbri conferma le due inclinazioni prevalenti della Rivista. Quella di essere un portale culturale, nel senso più ampio del termine, e quella di sposare un approccio multidisciplinare, aperto cioè a tematiche anche molto lontane fra loro. Il filo conduttore dei lavori pubblicati non va quindi cercato in uno specifico settore scientifico o sociale, e nemmeno in un unico stile narrativo o in una sensibilità ideologica di base. Ad avvicinare chi scrive – e chi qui decide di pubblicare – è un comune senso di originalità, un desiderio di soffermarsi su strade meno battute dalla pubblicistica più diffusa. Per questo Studi Umbri è cresciuta negli anni e si è guadagnata la fedeltà e l’interessamento di tanti lettori e scrittori: fornisce uno spazio indipendente per ragionare sul mondo in maniera libera, ma non dimentica l’importanza del controllo scientifico e della responsabilità accademica. Pur essendo una rivista online, infatti, mantiene inalterata la sua sostanziale cadenza periodica e seleziona con rigore i contributi, allo scopo di coniugare l’apertura intellettuale con la fiducia dei lettori verso la sua serietà.

L’apertura di questo semestre è affidata a un dialogo con Mauro Agostini, direttore di Sviluppumbria, e con i professori del Dipartimento di Economia di Perugia Bruno Bracalente e Alessandro Montrone. I tre ci hanno illustrato i risultati di un inedito e approfondito studio sullo stato dell’economia in Umbria, nato proprio da una convenzione fra l’Istituto per lo sviluppo economico regionale e l’Università. In questo numero, particolarmente ricco di immagini e pagine d’arte, troverete poi un’inedita disamina della figura e dell’opera di Aldo Rossi, che per Perugia è soprattutto il padre del discusso complesso di Fontivegge. E ancora saggi su due illustri colleghi di Rossi, Giuseppe Terragni e Luigi Moretti, nonché un approfondimento sul “maestro dei giardini” Pietro Porcinai e sulla sua attività in Umbria. Restando fra le arti visive, quattro artisti ci presentano il loro personale modo di declinare la fotografia, dal giornalismo alla fotografia di scena. Ma c’è spazio anche per l’universo del teatro – con un’amara analisi sullo stato attuale del palcoscenico italiano – e per quello della musica, con uno sguardo sulla storia dell’Associazione “Amici della lirica” di Perugia. La vicenda (poco conosciuta) che lega Pirandello e il marito di Grazia Deledda è al centro di un altro avvincente contributo, mentre l’opera di Michael Dummett occasiona un saggio di linguistica sulla “composizionalità”. Infine, il cinema: qualche nota leggera sulle lezioni di economia del film Mary Poppins e un ritorno sul genio di Kubrick e su Eyes Wide Shut.