Nato nel 1898, il Museo Regionale della Ceramica di Deruta, è il più antico museo italiano per le arti applicate. L’originaria denominazione che lo identificava come ‘museo per i lavoranti in maiolica’, si richiamava direttamente agli intenti di Papa Pio VII che, sin dal 1802, con proprio editto, raccomandava la creazione di musei intesi come luoghi utili al progresso della professionalità artigiana e all’incremento del turismo’. Il museo derutese fa suoi gli intenti papali e sin da subito s’impone come modello utile alle maestranze per lo studio, la ricerca e l’elaborazione di nuovi modelli da inserire nel mercato per rinnovare e rinsaldare l’alleanza tra arte, industria e turismo. A più di un secolo dalla sua fondazione e a quasi 20 anni dalla sua nuova sede nel complesso monumentale di San Francesco, grazie al progetto museografico a cura di Gian Carlo Bojani e Giulio Busti, il museo si pone sempre più al centro del progresso economico, sociale e culturale della collettività residente. Per rispondere alle rinnovate esigenze di un museo utile al progresso e al turismo, si è reso necessario intervenire – nel corso degli anni – con progetti di valorizzazione che agiscano sulla fruibilità del percorso museale, dotandolo di apparati didattico-informativi che riescano a costruire un significato intorno all’immenso patrimonio qui esposto per poter svolgere una rilevante funzione comunicativa nei confronti del pubblico con cui entra in contatto.

una ceramica presente nel museo regionale della ceramica di deruta
1 Museo Regionale della Ceramica di Deruta

 

depositi del museo regionale della ceramica di deruta
2 Museo Regionale della Ceramica di Deruta, depositi

 

La sistemazione museografica definitiva disegna un percorso innovativo che, organizzato in periodi, descrive l’evoluzione della maiolica derutese dalla produzione arcaica a quella del Novecento con alcune aree tematiche, come la ricostruzione di un’antica spezieria, la sezione dei pavimenti e quella delle targhe votive. Ciò che rende unico il museo è la presenza di una torre metallica di quattro piani comunicante su tutti i livelli con il resto del percorso storico; si tratta di un’imponente struttura riservata ai depositi, in cui è visibile un ricco corpus di opere che spaziano dall’archeologia all’arte ceramica moderna. La sezione archeologica espone opere provenienti da scavi locali come quelle appartenute ad Alessandro Piceller che le donò al Museo nel 1900 ed un nucleo di ceramiche apule ed italiote della Collezione Milziade Magnini. Il nucleo espositivo più consistente dell’area è rappresentato dal campionario di fabbrica del Consorzio Italiano Maioliche Artistiche (CIMA) costituitosi nel 1925 e in cui confluirono la Società Maioliche Deruta, la Salamandra di Perugia con opere di David Fabbri, Marcello Fantoni, Emma Bonazzi, la Società Anonima Zulimo Aretini, la Società ceramica umbra, ex fabbrica Rubboli, la Maioliche Santarelli, la Anonima Castelli e le Maioliche Matricardi di Ascoli Piceno con le opere di Giancarlo Polidori.

vaso di aldo pascucci
3 Aldo Pascucci, Vaso Perugia, Acquerello su carta, 1940 ca., Museo Regionale della Ceramica di Deruta

 

maiolica banda dei carabinieri attribuita a ezio cocchioni
4 Banda dei Carabinieri, maiolica, Società Anonima Maioliche Deruta e CIMA, attribuibile ad Ezio Cocchioni, 1939 ca.

 

Lo straordinario corpus di opere, documenta l’evoluzione della produzione dal gusto storicista ottocentesco verso le più moderne tendenze stilistiche e decorative che si riconoscevano prevalentemente, in quegli anni, nell’art decò, fenomeno eterogeneo, ma specifico delle arti decorative da cui prende il nome. Tipologie formali e stilistiche variegate, divengono la peculiarità degli oggetti esposti nel campionario, il cui aggiornamento si deve sia alle novità tecnologiche dei sistemi e delle tecniche di foggiatura, sia dal rinnovamento proveniente dall’industria degli smalti e delle vernici che espandono la ristretta gamma di colori della ceramica e facilitano l’applicazione di decorazioni a piccolo fuoco. Ad esse si accompagna il diretto impegno di artisti e disegnatori contemporanei intenti a svecchiare la ceramica nazionale. Emblematica a tal proposito è la riflessione che Roberto Papini apre nel 1921, sulle pagine de ‘La coltura popolare’, con un articolo dal titolo ‘Dall’artiere all’artista’, chiara riflessione del mutato clima internazionale e della necessità di rinnovamento della produzione tradizionale. Nell’area dedicata al campionario CIMA, acquistato dal Comune nel 1964, si distinguono sculture e bassorilievi come quelle realizzate dallo scultore siculo Gaetano Magazzù, gruppi plastici come quelli realizzati dallo scultore toscano Ruffo Giuntini e dall’artista milanese Ernesto Nino Strada; senza tralasciare le opere di Enrico Ciuti che, negli anni quaranta, realizza una linea produttiva per il Consorzio che fu presentata alla terza Triennale di Milano. Di particolare rilevanza è il nucleo di opere realizzate dall’artista ucraino David Zipirovic che lavorò a Deruta dal 1922 o 1923 al 1927.

depositi del museo regionale della ceramica di deruta
5 Museo della Regionale Ceramica di Deruta, depositi

 

sezione dei depositi del museo della ceramica di deruta
6 Museo Regionale della Ceramica di Deruta, depositi

 

Nell’area dei depositi sono presenti degli interessanti spaccati di arte contemporanea, in cui troviamo  ceramiche moderne realizzate nelle diverse edizioni del “Premio Deruta” e della mostra mercato “Multiplo d’Artista” in cui spiccano nomi del calibro di Giulio Turcato, Piero Dorazio, Carla Accardi, Edgardo Abbozzo e Mario Schifano; tali nuclei  ben documentano le caratteristiche della ceramica derutese del XX secolo con le nuove proposte dell’artigianato, dell’opera d’artista, del design e delle nuove tecnologie. Un’interessante finestra sulla ricerca, che presenta artisti di fama mondiale, noti al grande pubblico, che nella loro vita si sono avvicinati con esiti e sviluppi diversi all’arte ceramica. L’affascinante struttura, debitamente attrezzata anche per attività di studio e di ricerca, è stata recentemente oggetto di un progetto volto ad accrescerne la fruibilità. Tale limite, più volte segnalato dagli utenti, generava una scarsa percezione della validità dell’offerta culturale dell’area-deposito, non consentendo, anche all’osservatore più attento, di cogliere ogni aspetto qualitativo dell’oggetto anche a distanza ravvicinata. L’ambizioso e lungimirante progetto portato avanti da Sistema Museo e dal Comune di Deruta, ben si coniuga con i principi contenuti nella definizione di Museo, fornita dall’ICOM: ‘il museo é un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto’. Il progetto ha rivolto particolare attenzione alla sezione dedicata al Campionario dell’Ex Consorzio Italiano Maioliche Artistiche, in cui un nucleo tematico di opere di artisti del 900’- come Nino Strada, Enrico Ciuti, Ruffo Giuntini, Emma Bonazzi, Marcello Fantoni, Aldo Pascucci, Zulimio Aretini, Ezio Cocchioni – viene messo in correlazione con i progetti elaborati dagli stessi e conservati presso la sede museale, presentandoli al visitatore in formato digitalizzato ad alta risoluzione su due totem multimediali.

piatto in maiolica di david zipirovic
7 David Zipirovic, Piatto, maiolica, Deruta, 1923-1927

 

 

Un azione di profondo rinnovamento, volta a valorizzare dal punto di vista museografico, non solo le opere esposte, ma anche i bozzetti preparatori, testimonianza tangibile di un momento storico in cui la ceramica ebbe un profondo dialogo con il mondo del design e dell’imprenditoria italiana, per presentarsi sui mercati nazionali ed internazionali sempre aggiornata e al passo con i tempi. L’operazione assume poi, anche una rilevanza specifica in merito alla salvaguardia e alla valorizzazione dei musei di fabbrica, visto l’attuale momento in cui da più parti si invocano soluzioni per salvare il Museo Ginori dalla dispersione e quindi dall’oblio del tempo. I nuclei della collezione museale dialogano sempre di più con le nuove tecnologie, ed a tal proposito non si può non menzionare la specifica attività di catalogazione che Sistema Museo sta portando avanti, attraverso la redazione di schede OA delle singole opere nel portale regionale SAMIRA, facilmente fruibile ed accessibile dal pubblico, siano essi studiosi, visitatori interessati o semplici curiosi. La sfida della contemporaneità e dei nuovi supporti digitali, entra anche nei piccoli musei dedicati alle arti minori, che nonostante i continui tagli alle attività culturali, continuano a sopravvivere grazie all’impegno costante di figure progettuali qualificate che ogni giorno si adoperano nello studio, nella promozione e nella valorizzazione del patrimonio.

 

Luca Nulli Sargenti si laurea in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Perugia discutendo una tesi dal titolo Cultura figurativa e produzione artistica a Deruta tra Quattro e Cinquecento: la ceramica dei Baglioni. Conduce  attività di catalogazione di opere d’arte e studi di storia e di arte umbra, prestando particolare riguardo per il patrimonio storico e artistico del territorio derutese. E’ socio aggregato della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria e membro della Commissione Diocesana per l’Arta Sacra e i Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve.